May 24, 2013
Oggi sul Fatto Quotidiano si parla del Motel Schicchi: la colonia erotica di Diva Futura in fondo a via Cassia dove nacque la golden age dell’hard italiano. L’ha raccontata  in un libro la giornalista Debora Attanasio,  a lungo casta segretaria di Schicchi: nove anni pieni di aneddoti e storie e foto, come questa.
 
 http://www.marieclaire.it/Attualita/Debora-Attanasio-libro-Non-dite-alla-mamma-che-faccio-la-segretaria

Oggi sul Fatto Quotidiano si parla del Motel Schicchi: la colonia erotica di Diva Futura in fondo a via Cassia dove nacque la golden age dell’hard italiano. L’ha raccontata  in un libro la giornalista Debora Attanasio,  a lungo casta segretaria di Schicchi: nove anni pieni di aneddoti e storie e foto, come questa.

 

 http://www.marieclaire.it/Attualita/Debora-Attanasio-libro-Non-dite-alla-mamma-che-faccio-la-segretaria

May 14, 2013
“Stira la svastica per il tuo uomo”. Fotoreportage sul National Socialist Movement alla Convention di Atlanta. Autore Johnny Milano.
http://www.dailymail.co.uk/news/article-2323883/Johnny-Milanos-chilling-photos-American-Nazis-annual-National-Socialist-Movement-convention-Atlanta.html?ITO=socialnet-twitter-mailonline&ns_mchannel=rss&ns_campaign=socialnet-twitter-mailonline

“Stira la svastica per il tuo uomo”. Fotoreportage sul National Socialist Movement alla Convention di Atlanta. Autore Johnny Milano.

http://www.dailymail.co.uk/news/article-2323883/Johnny-Milanos-chilling-photos-American-Nazis-annual-National-Socialist-Movement-convention-Atlanta.html?ITO=socialnet-twitter-mailonline&ns_mchannel=rss&ns_campaign=socialnet-twitter-mailonline

May 9, 2013
«Dovete scusarmi, anche tu David, non l’ho fatto apposta, non volevo colpirti. È stato uno scatto d’ira: sapete, dove sono nato io c’è sempre stata violenza: una volta degli avversari, a cui avevo fatto dei falli in campo, mi hanno seguito fino al pub per riempirmi di botte; un’altra volta sono stato gonfiato per aver difeso un ragazzo che aveva la poliomielite e veniva insultato: era mio cugino» 2003 Alex Ferguson
http://www.rivistastudio.com/articoli/labdicazione-di-alex/

«Dovete scusarmi, anche tu David, non l’ho fatto apposta, non volevo colpirti. È stato uno scatto d’ira: sapete, dove sono nato io c’è sempre stata violenza: una volta degli avversari, a cui avevo fatto dei falli in campo, mi hanno seguito fino al pub per riempirmi di botte; un’altra volta sono stato gonfiato per aver difeso un ragazzo che aveva la poliomielite e veniva insultato: era mio cugino» 2003 Alex Ferguson

http://www.rivistastudio.com/articoli/labdicazione-di-alex/

May 9, 2013
Prima di Ferguson il Manchester veniva da 15 anni di campionati mediocri, di santini consumati di George Best e Bobby Charlton. Era una vecchia signora senza più gloria e un poco maledetta. L’ho raccontato per Rivista Studio in questo ritratto 
http://www.rivistastudio.com/articoli/labdicazione-di-alex/
Gary Neville, Nicky Butt, Gary Pallister,Alex Ferguson , un giovanissimo David Beckham, Phil Neville, Paul Scholes,Teddy Sheringham.

Prima di Ferguson il Manchester veniva da 15 anni di campionati mediocri, di santini consumati di George Best e Bobby Charlton. Era una vecchia signora senza più gloria e un poco maledetta. L’ho raccontato per Rivista Studio in questo ritratto 

http://www.rivistastudio.com/articoli/labdicazione-di-alex/

Gary Neville, Nicky Butt, Gary Pallister,Alex Ferguson , un giovanissimo David Beckham, Phil Neville, Paul Scholes,Teddy Sheringham.

May 8, 2013
8 maggio. “On this day in 1945 the armed forces of Nazi Germany unconditionally surrendered to the allied powers, formally ending World War II in Europe”.
Questa è la gallery scelta dalla Magnum: http://www.magnumphotos.com/C.aspx?VP3=CMS3&VF=MAGO31_4&VBID=2K1HZOZPDTZ97&IID=2K1HRGG5DG_U&PN=1
Un’altra foto di quel giorno alla Holland House Library di Londra, bombardata dai nazisti. La storia è questa http://www.rivistastudio.com/editoriali/libri/vita-contro-letteratura/

8 maggio. “On this day in 1945 the armed forces of Nazi Germany unconditionally surrendered to the allied powers, formally ending World War II in Europe”.

Questa è la gallery scelta dalla Magnum: http://www.magnumphotos.com/C.aspx?VP3=CMS3&VF=MAGO31_4&VBID=2K1HZOZPDTZ97&IID=2K1HRGG5DG_U&PN=1

Un’altra foto di quel giorno alla Holland House Library di Londra, bombardata dai nazisti. La storia è questa http://www.rivistastudio.com/editoriali/libri/vita-contro-letteratura/

May 7, 2013
Dopo questa giornata democristiana sono sempre più convinto che Il “Cielo è dei Potenti” meriti di entrare in cinquina allo Strega. http://www.rivistastudio.com/editoriali/libri/il-cielo-e-dei-potenti/

Dopo questa giornata democristiana sono sempre più convinto che Il “Cielo è dei Potenti” meriti di entrare in cinquina allo Strega. http://www.rivistastudio.com/editoriali/libri/il-cielo-e-dei-potenti/

May 6, 2013
#Andreotti Reperti anni ‘80, feticci, onorevole Ilona Staller

#Andreotti Reperti anni ‘80, feticci, onorevole Ilona Staller

May 6, 2013
#Andreotti Reperti anni 80 propaganda politica #adesivo #fgci #vattene

#Andreotti Reperti anni 80 propaganda politica #adesivo #fgci #vattene

2:30pm  |   URL: http://tmblr.co/Z1d8FwkMYcAm
  
Filed under: fgci andreotti pci anni 80 
May 6, 2013
Cosa succederebbe però se quei tre uomini chiusi nei loro soprabiti non fossero tenaci e imperterriti lettori che resistono alla barbarie dei bombardamenti nazisti ma dei solerti periti assicurativi chiamati a verificare i danni della Holland House Library? Se insomma questa foto mitica fosse banalmente un’immagine scattata da un impiegato dei Lloyd’s per testimoniare l’ampiezza dei danni? Sono illazioni, certo, voci raccolte in rete ma senza verifica ed è difficile 70 anni dopo intaccare il muro d’orgoglio anglosassone. Però nella chiarezza del mito arriva un’ombra di ambiguità. Che ne sarebbe allora del “contegno impassibile dei lettori” e del muro di libri? Che fine farebbe il senso etico di non rassegnazione, quanto verrebbe intaccata l’utopia di riuscire a rimanere impassibili, grazie alla cultura, davanti alla distruzione e all’oblio? E se i libri di questa foto, scalfiti dalle macerie e dai dorsi bruciacchiati, non salvassero da nulla?
http://www.rivistastudio.com/editoriali/libri/vita-contro-letteratura/

Cosa succederebbe però se quei tre uomini chiusi nei loro soprabiti non fossero tenaci e imperterriti lettori che resistono alla barbarie dei bombardamenti nazisti ma dei solerti periti assicurativi chiamati a verificare i danni della Holland House Library? Se insomma questa foto mitica fosse banalmente un’immagine scattata da un impiegato dei Lloyd’s per testimoniare l’ampiezza dei danni? Sono illazioni, certo, voci raccolte in rete ma senza verifica ed è difficile 70 anni dopo intaccare il muro d’orgoglio anglosassone. Però nella chiarezza del mito arriva un’ombra di ambiguità. Che ne sarebbe allora del “contegno impassibile dei lettori” e del muro di libri? Che fine farebbe il senso etico di non rassegnazione, quanto verrebbe intaccata l’utopia di riuscire a rimanere impassibili, grazie alla cultura, davanti alla distruzione e all’oblio? E se i libri di questa foto, scalfiti dalle macerie e dai dorsi bruciacchiati, non salvassero da nulla?

http://www.rivistastudio.com/editoriali/libri/vita-contro-letteratura/

May 3, 2013
Per una volta l’irriverente e spaccone Muhammad Alì, «l’unico boxeur della storia cui la gente faceva domande come se fosse un senatore» (secondo Norman Mailer), non è in primo piano ma urla sfottendo il rivale Joe Frazier dall’altra parte del vetro durante gli allenamenti nel marzo del 1971 che porteranno alla sofferta vittoria di Frazier ai punti. C’è già in questo scatto il dualismo di due mondi agli antipodi: «Clay era l’uomo di rottura, Frazier il nero integrato. Chiassosi tutti e due a modo loro. Clay linguacciuto, dispettoso, irritante. Frazier soltanto abrasivo, ma variopinto nel modo di vestire, un po’ pacchiano, sfolgorante nei colori, ingioiellato quanto una madonna: alle mani portava anelli e brillanti grossi come noci, al collo una catena d’oro sosteneva una corona, simbolo del suo sentirsi re» (Riccardo Signori, «Diavoli e pugni», Limina). Nel primo combattimento, al Madison Square Garden, c’è Frank Sinatra a fare il fotografo per Life. 20.455 persone paganti, 1.352.000 dollari d’incasso. Il primo di tre match per cui entrambi rischiarono la vita sul ring. 
 
La mostra grandi fotografi di Life a Roma, il mio pezzo qui http://m.linkiesta.it/foto-archivio-life-magazine
l’archivio Life invece qui http://life.time.com/culture/joe-frazier-remembering-a-warrior-through-a-photograph-1971/#1

Per una volta l’irriverente e spaccone Muhammad Alì, «l’unico boxeur della storia cui la gente faceva domande come se fosse un senatore» (secondo Norman Mailer), non è in primo piano ma urla sfottendo il rivale Joe Frazier dall’altra parte del vetro durante gli allenamenti nel marzo del 1971 che porteranno alla sofferta vittoria di Frazier ai punti. C’è già in questo scatto il dualismo di due mondi agli antipodi: «Clay era l’uomo di rottura, Frazier il nero integrato. Chiassosi tutti e due a modo loro. Clay linguacciuto, dispettoso, irritante. Frazier soltanto abrasivo, ma variopinto nel modo di vestire, un po’ pacchiano, sfolgorante nei colori, ingioiellato quanto una madonna: alle mani portava anelli e brillanti grossi come noci, al collo una catena d’oro sosteneva una corona, simbolo del suo sentirsi re» (Riccardo Signori, «Diavoli e pugni», Limina). Nel primo combattimento, al Madison Square Garden, c’è Frank Sinatra a fare il fotografo per Life. 20.455 persone paganti, 1.352.000 dollari d’incasso. Il primo di tre match per cui entrambi rischiarono la vita sul ring. 

 

La mostra grandi fotografi di Life a Roma, il mio pezzo qui http://m.linkiesta.it/foto-archivio-life-magazine

l’archivio Life invece qui http://life.time.com/culture/joe-frazier-remembering-a-warrior-through-a-photograph-1971/#1

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